giovedì 19 febbraio 2026

19 febbraio: versi

immagine della poesia "19 febbraio" in cui viene rappresentata una scnea molto esoterica in cui un uomo sta attraversando un ponte con corde mentre un mago tiene in mao un diamante mentre valigie penzolano dal cielo e un medico assiste al tutto durante una notte di luna piena
immagine dei versi "19 febbraio"

Valigia numero diciannove,
sospesa tra frontiere e orizzonti,
dove i documenti reggono l’equilibrio
di mondi che tremano nelle pieghe del tempo.

Le spie ascoltano il passo del silenzio,
i loro timori non conoscono confini,
se non quelli inscritti nella coscienza
di chi scruta una luna bianca e immacolata,
velata come sipario tra sogno e veglia.

È febbraio, mese di purificazione,
dove la fine e l’alba si toccano
su un ponte di due funi sottili:
solo i pochi toccati dal fato
possono attraversare con cuore saldo,
fuggendo pestilenze e ombre erranti,
passo dopo passo sul cavo penzolante.

Il ladro non ruba soltanto oggetti,
ma mercanteggia desideri, vendite d’anima;
e se il profitto gli sfugge di mano,
venderebbe la sua stessa essenza
nel gelo di questa stagione d’ombre,
dove ogni respiro è un affare inesatto

sommerso dai mezzi di produzione: diario 19 febbraio 2026

 

foto AI in cui vengo rappresentato nella mia camererra con i miei mezzi informatici (computer, tablet, etc...) mentre lavoro e produco

i mezzi non sono quasi mai sufficienti... o meglio non sono quasi mai a rendimento perfetto. Nella vita c'è chi ha troppi mezzi, e c'è chi ne ha troppo pochi. Il segreto è trovare una via in cui la fortuna porti ad una soluzione in cui si arrivi nel posto giusto al momento giusto.

Ci sarà mai un mezzo a rendimento perfetto. Mai. Il segreto è trovare i mezzi giusti al momento giusto. Sembra una programmazione creativa ma è solo la legge della fisica applicata allo stato dell'arte della produzione di qualsiasi genere, arte, lavoro, etc...

 

domenica 1 febbraio 2026

🎵 Tropico - Quasi blu

 

coverart del singolo di Tropico "Quasi Blu"

Quasi blu è un singolo del cantautore italiano Tropico, pubblicato il 30 gennaio 2026 come primo estratto dalla riedizione digitale dell'album in studio Soli e disperati nel mare meraviglioso.

Quasi blu” nasce come una metafora di quello spazio sospeso in cui spesso ci troviamo: quando sembra che le cose stiano finalmente andando nel verso giusto, quando siamo “quasi” felici, ma qualcosa ci sfugge di mano e ricadiamo negli stessi errori. È una canzone che parla di fragilità, di limiti personali e della difficoltà – ma anche della necessità – di accettarli, perché non si possono nascondere per sempre.
Questo brano ha richiesto tempo, più degli altri: non solo per essere costruito musicalmente, ma perché chi lo ha scritto aveva bisogno di crescere insieme a lui. Proprio per questo si è scelto di curarlo in modo speciale, alzando l’asticella su ogni aspetto del suono, dagli arrangiamenti alla registrazione degli strumenti dal vivo, fino al mix finale. “Quasi blu” rappresenta così un punto di svolta, un nuovo standard qualitativo e umano, nato con il desiderio di metterci il cuore e lasciare un segno autentico



TESTO
Due ragazzi in una macchina si abbracciano
sembra che abbiano capito la velocità
e i ricordi sono multe che si stracciano
tra le stelle e la paura dell'atomica
siamo nati dalla luna come minimo
e per questo sei sensibile alla gravità
farsi male per il gusto per il brivido
siamo come pesci in un mare di lexotan

Sembra di essere felici solo quando siamo nudi ma che paura sentirsi a volte come tutti gli altri come sconosciuti
scappare via in una notte infame ti vorrei abbracciare ma tu non mi aiuti
come due stronzi che si appartengono soli
e nel mio mare non sei mai mai tu
quasi blu

E non ho capito niente
tra le corse e la strada, la musica magari vuoi un figlio
mentre ancora mi sento un palazzo quando cade giù
e allora tu dammi un po' di poesia che mi fotta e che magari sto meglio
e nei tuoi occhi non ci torno più
che a sparire non sei mai mai tu
quasi blu

Quasi blu ti avvicini alla notte
ma è una luce diversa
restituendo alla musica
questa vita è una stupida
facciamo un patto di sangue
niente pensieri niente domande sali solo se la tua città ti vuole grande

Sembra di essere felici solo quando siamo nudi
ma che paura sentirsi a volte come tutti gli altri come sconosciuti
che non lo sanno che si appartengono solo
e nel mio mare non sei mai mai tu
quasi blu

E non ho capito niente
tra le corse e la strada, la musica magari vuoi un figlio
mentre ancora mi sento un palazzo quando cade giù
e allora tu dammi un po' di poesia che mi fotta e che magari sto meglio
e nei tuoi occhi non ci torno più
e scusa ma ora era l'ultima bugia a metà
tra noi due, tra noi due
tanto poi si dimentica
sono solo parole alla fine c'hai ragione tu

Non ho capito niente
dammi un pugno che passa
dai che magari sto zitto
e nei tuoi occhi non ci torno più
che a sparire non sei mai mai tu
a sparire non sei mai mai tu
quasi blu