Durante il giorno difesta della liberazoine, 25 aprile 2026, ho visitato insieme alla mia famiglia alcuni posti del basso Molise, tra cui San Martino in Pensilis
San Martino in Pensilis è un piccolo borgo del
Molise che conserva ancora oggi un forte legame con le sue tradizioni e con il ritmo autentico della vita di paese. Situato tra dolci colline e paesaggi agricoli, offre scorci semplici ma suggestivi, dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
Il centro storico si sviluppa tra vicoli silenziosi, case in pietra e piazzette che raccontano una storia fatta di comunità e radici profonde. Uno degli elementi più caratteristici del paese è la sua tradizione culturale e religiosa, tra cui spiccano eventi storici molto sentiti dagli abitanti, come per esempio la carrese, che ogni anno richiamano anche visitatori dai dintorni.
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| palazzo comunale di San Martino in Pensilis con il monumento dei caduti |
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| primo piano del monumento ai caduti |
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo è uno dei principali luoghi di riferimento religioso e storico di San Martino in Pensilis, e rappresenta un punto centrale nella vita spirituale e culturale del paese.
L’edificio si distingue per la sua presenza imponente ma armoniosa, inserita nel contesto del centro storico. La facciata, sobria ed elegante, riflette lo stile tipico delle chiese molisane, mentre l’interno custodisce un’atmosfera raccolta e silenziosa, arricchita da altari, decorazioni e opere sacre che testimoniano la devozione della comunità nel corso dei secoli.
La chiesa è dedicata ai Santi Pietro e Paolo, figure fondamentali del cristianesimo, e nel tempo è diventata non solo un luogo di culto, ma anche un simbolo identitario per gli abitanti del paese, legato alle principali celebrazioni religiose e ai momenti più sentiti della tradizione locale.
Visitandola si percepisce subito il legame profondo tra fede, storia e comunità, in un contesto semplice ma ricco di significato, perfettamente integrato nell’anima autentica del borgo.
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| facciata frontale della chiesa di San Pietro e Paolo |
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| interno della chiesa di San Pietro e Paolo |
Ad aprile, le campagne che circondano San Martino in Pensilis si aprono in un paesaggio morbido e luminoso, dove il verde fresco delle coltivazioni appena rinvigorite dalla primavera domina ogni collinetta e ogni avvallamento.
I campi appaiono distesi come un tappeto vivo, punteggiato qua e là da alberi, strade sterrate e poderi rurali che raccontano una terra ancora profondamente legata ai ritmi agricoli. L’aria è limpida, e il paesaggio sembra respirare con calma, tra luce chiara e cieli ampi che amplificano la sensazione di spazio.
Dai punti più alti del paese, lo sguardo si apre fino all’orizzonte, dove, nelle giornate più terse, si riesce a scorgere anche il mare in lontananza. È una presenza discreta ma suggestiva: una linea azzurra che completa la scena, quasi a ricordare quanto questo territorio sia sospeso tra collina e costa, tra terra e infinito.
In questo periodo dell’anno tutto appare più vivo: il contrasto tra il verde intenso delle campagne e il blu tenue del mare lontano crea un equilibrio naturale che rende il paesaggio semplice ma profondamente armonioso, ideale da osservare in silenzio o da raccontare attraverso uno scatto.
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| vista della costa dal paese di San Martino |
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| bel vedere di San Martino con la panchina gigante |
La Carrese è l’evento più importante e identitario di San Martino in Pensilis, una tradizione antichissima che unisce fede, competizione e spirito di comunità in un’unica, spettacolare giornata.
Si svolge ogni anno il 30 aprile, in occasione della festa dei Santi San Pietro e San Paolo, patroni del paese. La manifestazione consiste in una corsa di carri trainati da buoi lungo un percorso che attraversa le campagne e arriva fino al centro abitato, tra polvere, velocità e grande partecipazione popolare.
I carri appartengono a diverse “contrade”, ognuna con i propri colori, simboli e sostenitori. Durante la gara, i buoi vengono guidati con grande abilità dai carristi, mentre la folla segue con entusiasmo, creando un’atmosfera intensa e coinvolgente. Non si tratta solo di una competizione: è un rito collettivo che affonda le sue radici nel passato agricolo del territorio, quando il lavoro nei campi e il rapporto con gli animali erano parte essenziale della vita quotidiana.
La Carrese è anche un momento di forte identità e appartenenza. Le famiglie e i gruppi si tramandano questa tradizione di generazione in generazione, mantenendo vivi gesti, regole e significati che vanno oltre la semplice corsa.
Tra devozione religiosa e spirito agonistico, questa manifestazione rappresenta l’anima più autentica del paese: un evento capace di raccontare, in poche ore, la storia, la cultura e il carattere di un’intera comunità.
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| manifesto della Carrese posto su un palazzo del centro storico |
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| poesia sulla Carrese |