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| immagine dei versi "19 febbraio" |
Valigia numero diciannove,
sospesa tra frontiere e orizzonti,
dove i documenti reggono l’equilibrio
di mondi che tremano nelle pieghe del tempo.
Le spie ascoltano il passo del silenzio,
i loro timori non conoscono confini,
se non quelli inscritti nella coscienza
di chi scruta una luna bianca e immacolata,
velata come sipario tra sogno e veglia.
È febbraio, mese di purificazione,
dove la fine e l’alba si toccano
su un ponte di due funi sottili:
solo i pochi toccati dal fato
possono attraversare con cuore saldo,
fuggendo pestilenze e ombre erranti,
passo dopo passo sul cavo penzolante.
Il ladro non ruba soltanto oggetti,
ma mercanteggia desideri, vendite d’anima;
e se il profitto gli sfugge di mano,
venderebbe la sua stessa essenza
nel gelo di questa stagione d’ombre,
dove ogni respiro è un affare inesatto

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