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| Caricatura del Mister Luciano Spalletti sulla panchina della JUVE - © Gabriele Romano |
La Juventus chiude questo 2025 con tre vittorie consecutive e sette successi nelle ultime otto partite, includendo anche le gare di coppa. Un trend che lascia ben sperare. L’ultima partita contro il Pisa non è stata esaltante e la vittoria è arrivata quasi grazie a due episodi fortuiti e rocamboleschi. Ad ogni modo, la Juve ha comunque mostrato un’organizzazione più solida rispetto ai precedenti allenatori, soprattutto in difesa, dove il ritorno di Bremer rappresenta una garanzia, così come Kalulu, che sta diventando quasi un pilastro inossidabile; Kelly, invece, è la vera rivelazione di quest’anno, cresciuto enormemente dopo l’acquisto nel mercato invernale dell’anno scorso.
Le partite contro Bologna e Roma sono state più esaltanti, ma il calendario favorevole delle prossime quattro giornate lascia ben sperare in un’ascesa nella parte alta della classifica. È interessante notare cosa farà la Juventus in questo mercato invernale, dove la necessità di un regista è sempre più evidente e dove ormai i tifosi nutrono un vero e proprio odio sportivo nei confronti del capitano Locatelli, che da anni viene considerato, oltre che un giocatore mediocre, anche un calciatore che non sa costruire nella fase offensiva e che rallenta i tempi di gioco.
Secondo me un giocatore verrà sicuramente acquistato, ma non è ancora chiaro in quale reparto, perché al momento ogni zona della squadra presenta delle lacune. La difesa deve fare i conti con l’infortunio di Gatti; il centrocampo è sempre stato mediocre; l’attacco, invece, ha Vlahović infortunato, oltre a David e Openda, spesso considerati non all’altezza di un vero bomber da Juve o, comunque, di Serie A. In ogni caso, un buon rinforzo a gennaio sarebbe un ulteriore segnale di fiducia della società nei confronti di Spalletti.
Il lavoro svolto fin qui dal tecnico toscano (di Certaldo) è stato buono e probabilmente solo la sconfitta contro il Napoli ha rappresentato una vera caduta di errori, quando schierò un modulo senza una punta di riferimento, con Yildiz falso nove. Ovviamente due mesi di lavoro non sono sufficienti per giudicare pienamente l’operato di un allenatore, ma si sono comunque viste piccole novità tattiche, come Koopmeiners braccetto di difesa, la volontà sporadica di passare alla difesa a quattro o i corretti ripiegamenti di McKennie.
Al di là di ciò che si è visto in campo, anche a livello comunicativo Spalletti ha molto da offrire: ogni volta che parla ai microfoni sembra poter insegnare qualcosa, sia dal punto di vista tattico sia da quello ironico, come quando ha scherzato sull’emarginazione di David alle cene di gruppo, spiegando che l’attaccante juventino aveva messo il parmigiano sulla pasta alle vongole.
L’obiettivo della Juve rimane sempre il quarto posto, che ormai è diventato quasi una posizione “da bancomat”, visto che l’eventuale e conseguente partecipazione alla Champions League garantisce alla società ingenti introiti economici. Ovviamente non sarà semplice per la squadra torinese perché, rispetto all’anno scorso — quando il quarto posto fu strappato all’ultima giornata — ci sono molte più squadre competitive.
Probabilmente quest’anno Milan, Roma, Bologna e Como sono molto migliorate rispetto alla scorsa stagione e lotteranno per i posti validi per le coppe europee. Il Milan, quasi certamente, entrerà nelle prime quattro, anche perché non ha altri impegni europei oltre a quelli di Serie A, mentre le altre squadre si giocheranno le restanti posizioni.
Inter e Napoli dovrebbero invece chiudere rispettivamente al primo e al secondo posto, perché ad oggi sembrano le squadre con le rose più forti. Questo è quanto. Speriamo di assistere a una seconda parte di campionato emozionante, bella e avvincente.

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