mercoledì 13 maggio 2026

📝 Massime digitali [parte 1]



  Le generazioni dell'evoluzione digitale.

 «Ogni generazione ha vissuto, e vivrà, epoche più o meno rivoluzionarie dal punto di vista tecnologico, ma è evidente che esistano decenni — e quindi ere — più ricchi di progressi digitali.

Avendo vissuto in pieno la rivoluzione informatica dagli anni ’90 in poi, posso cogliere con lucidità le evidenti differenze rispetto al mio passato, quasi privo di dispositivi digitali, se non per quel residuo di piccoli aggeggi che, perlopiù, erano analogici.

È chiaro che il discernimento tra due ere diverse non comporti necessariamente l’acquisizione della capacità di vivere in maniera ideale il presente e il futuro, anche perché il vivere — nei limiti del rispetto altrui — è una questione puramente personale, dettata anche da circostanze che spesso dobbiamo affrontare individualmente e quasi senza grandi alternative.

Ma è altrettanto vero che la consapevolezza della differenza genera una maggiore coscienza e anche una maggiore arbitrarietà nella scelta del proprio posizionamento in una specifica prospettiva, più o meno conformista rispetto al progresso.

Ne consegue che l’arbitrarietà — al di là delle proprie credenze sul destino — sia concessa in base a come la società evolve.

In sostanza, il mondo digitale concede un’arbitrarietà che varia periodicamente, come un pendolo che, però, rimane sempre analogico.

Che ciò abbia una compatibilità morale con il destino o una rilevanza filosofica non è particolarmente significativo. La realtà è che il mondo non può vivere in una condizione di costante, perenne e sconfinata libertà.»

 

La tastografia

«Una volta si imparava prima a scrivere e solo dopo a cliccare e digitare su una tastiera. Poco a poco, con gli smartphone sempre più presenti nelle mani di bambini precoci, questo ordine si sta ribaltando. A livello sociologico e antropologico potrebbe non avere alcun rilievo, ma a livello subconscio ha una rilevanza enorme.

La grafia tende a interiorizzare l’unicità della nostra persona nell’insignificanza di un mondo immenso.

La scrittura digitale, invece, tende ad anonimizzare la nostra persona nell’unicità di un mondo sistemico.»

 

La potenza del codice

La potenza del codice risiede nella possibilità di creare qualcosa di straordinario indipendentemente dalla potenza di calcolo.

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