Al GP di Monza 2026 vince Antonelli, dopo una gara incredibile piena di colpi di scena e sorpassi, ma soprattutto dopo una straordinaria rimonta del pilota italiano partito dall'ultima posizione a causa della penalizzazione per il cambio della power unit.
La vittoria di un italiano al GP d'Italia non accadeva dal 1966, quando vinse Ludovico Scarfiotti con la Ferrari. Non si tratta di un'accoppiata tutta patriottica, visto che il pilota ha vinto con una monoposto straniera, ma il tricolore mancava comunque sul gradino più alto del podio da tantissimi decenni. A differenza, invece, della scuderia di Maranello, la cui ultima vittoria a Monza è stata firmata dal monegasco Leclerc.
La gara è stata subito vivace, con Leclerc che ha costretto il compagno di squadra Hamilton a mettere le ruote sulla ghiaia, facendogli perdere 3-4 posizioni. Il giro seguente, appena dopo essersi fatto superare da 3 piloti nell'arco di un paio di rettilinei, Leclerc ha perso l'auto (in particolare il posteriore), andando fuori pista e impattando contro le protezioni a una velocità di 250 km/h, distruggendo letteralmente la monoposto.
Con l'incidente di Leclerc si è fermato tutto: bandiera rossa. I commissari sono stati costretti a riparare le barriere e la gara è stata interrotta, con i piloti rientrati ai box. Dopo circa mezz'ora si è ripartiti con una nuova procedura da fermo dalla griglia. Da qui è cominciata la grande rimonta di Antonelli: dopo essere risalito fino al 2° posto, è stato richiamato ai box per sfruttare l'opportunità di una Safety Car e sostituire le gomme gialle ormai deteriorate. Con le gomme nuove, Antonelli ha macinato tempi eccezionali giro dopo giro, riagganciando Russell — fino ad allora leader della corsa — e superandolo al termine di una cavalcata incredibile.
La questione Ferrari
La questione in casa Ferrari è ormai arrivata a livelli incandescenti. La scuderia dovrebbe dare direttive e ordini chiari ai piloti affinché non accadano più episodi simili, non solo per evitare scontri diretti e contatti, ma anche per garantire serenità e chiarezza sui compiti da svolgere in ogni circuito.
Fino ad oggi la Ferrari si è dimostrata molto riluttante nell'imporre ordini di scuderia e, salvo rari casi in cui i due piloti si trovavano su strategie diverse, non sono mai state imposte decisioni su chi dovesse lasciare il passo.
Questa settimana ci sarà subito un altro Gran Premio, quindi ci sarà pochissimo tempo per appianare gli screzi, rialzare il morale e rivedere i tatticismi.
La verità è che la Ferrari avrebbe dovuto puntare sin da subito su Hamilton nel momento in cui Antonelli cominciava a diventare irraggiungibile. Non perché Hamilton avesse reali possibilità di vincere il mondiale — dato che la monoposto Ferrari è nettamente inferiore alla Mercedes — ma per raccogliere punti fondamentali nella lotta del Campionato Costruttori.
La surreale narrativa della TV italiana
I Gran Premi vengono trasmessi in diretta dalla TV privata Sky Italia e solo in differita su TV8 (del digitale terrestre, anch'essa di proprietà di Sky). A differenza di quanto avviene in altri Paesi con i broadcaster pubblici, la diretta della Formula 1 non è più trasmessa dalla TV di Stato come un tempo, salvo pochissimi appuntamenti (3-4 a stagione).
I telecronisti di Sky Italia hanno sempre difeso Leclerc, anche nei momenti più bui, descrivendolo come un ragazzo modello e un piccolo campione innamorato della Ferrari. Con il disastro al Gran Premio d'Italia, però, si è raggiunto il limite. Se non fosse stato per gli interventi di Nico Rosberg e Matteo Bobbi, i due telecronisti principali avrebbero continuato a difendere Leclerc, sostenendo magari che fosse stato solo sfortunato nell'aver colpito una canalina di scarico sul cordolo.
Io sono sempre stato un tifoso di Leclerc, ma arriva un momento in cui bisogna dare spazio a chi ha più competenza e lucidità d'analisi. Dall'inizio di quest'anno Hamilton sta dimostrando maggiore padronanza e questo probabilmente mette pressione a Leclerc, portandolo a commettere davvero troppi errori.
Il problema non riguarda solo i telecronisti, ma anche i numerosissimi tifosi che ancora osannano e difendono a spada tratta il pilota monegasco. Questa difesa ad oltranza risulta incomprensibile, considerato che Leclerc non ha ancora vinto un titolo mondiale con la Ferrari.
Sui social leggo purtroppo ancora tanti appassionati intenti a giustificarlo... una situazione surreale che rammarica ancor di più chi tiene davvero alla scuderia Ferrari anziché al tifo per un singolo pilota (peraltro non italiano).
L'emozione di Monza
Il Gran Premio di Monza è un evento unico, non solo per le caratteristiche del circuito (famose per le altissime velocità) e per la sua tradizione, ma anche perché è un autodromo ricco di pathos che richiama fiumi di appassionati. L'invasione di campo che riempie il rettilineo sotto il podio regala un fascino che pochissimi altri tracciati riescono a eguagliare: vedere decine di migliaia di tifosi sotto la premiazione è sempre un'emozione fortissima.
Ma non è stato solo il colpo d'occhio del pubblico o la storicità a fare la differenza. Questo Gran Premio ha offerto tantissimi sorpassi, poiché i lunghi rettilinei permettono di sfruttare al massimo la scia e l'energia della power unit. Non è un caso che Antonelli sia riuscito a rimontare dall'ultima alla prima posizione, così come non è un caso che piloti come Piastri ed Hamilton si siano scambiati la posizione decine di volte. È un aspetto da sottolineare, dato che ormai non tutti i tracciati garantiscono spettacoli simili: con l'abolizione del DRS servono infatti piste con rettilinei importanti per sfruttare il motore e la scia, altrimenti un propulsore meno potente non riesce a colmare il divario con il solo boost.
Il prossimo Gran Premio (Madring - Spagna)
Il prossimo appuntamento si terrà in Spagna. Se negli ultimi decenni la Nazione ha sempre ospitato una gara, la particolarità di quest'anno è rappresentata da un nuovo tracciato che si affianca al famoso circuito del Montmelò, ponendosi come un'assoluta novità per la Formula 1. Il Madring di Madrid, al debutto nel circus, è un tracciato ibrido semi-urbano di 5,4 km con 22 curve, caratterizzato da un mix di tratti veloci, staccate impegnative e sezioni lente.
Si tratta di una pista medio-veloce che richiede un carico aerodinamico medio-alto, oltre a una buona efficienza sul dritto. L'asfalto nuovo e inizialmente poco gommato renderà fondamentale l'evoluzione del fondo durante tutto il fine settimana. Usura e degrado degli pneumatici dovrebbero attestarsi su livelli medi, con particolare attenzione alla gestione delle coperture posteriori e alla trazione. Le barriere ravvicinate, le velocità elevate e le incognite di un tracciato inedito potrebbero favorire errori, l'ingresso della Safety Car e strategie imprevedibili.
Il possibile GP di San Marino a dicembre
A causa del protrarsi del conflitto in Medio Oriente, non si potranno recuperare due eventi previsti a inizio stagione: il Gran Premio del Bahrain e quello dell'Arabia Saudita.
Nell'eventualità in cui queste due gare venissero definitivamente annullate, è plausibile che la Federazione valuti l'inserimento di una tappa sostitutiva in Europa.
Molti sperano nel ritorno di un Gran Premio a San Marino (Imola), ma l'ostacolo principale è rappresentato dalle condizioni climatiche dell'entroterra romagnolo a dicembre: le basse temperature potrebbero creare criticità mai affrontate prima. Il freddo, infatti, penalizza enormemente l'aderenza delle gomme. Se il caldo estremo accentua il degrado ma favorisce l'impronta a terra nel ciclo di vita dello pneumatico, le basse temperature mettono a serio rischio il grip della monoposto.
Vedremo come si evolverà la gestione del calendario. Il presidente della Formula 1, Stefano Domenicali, ha lasciato la porta aperta a questa eventualità, anche se le probabilità reali rimangono comunque ridotte.
