Il mondo di oggi è come la luce di un display: ognuno intravede la società appena scostando le tende delle proprie finestre, restando nel proprio habitat. Sono illusioni quelle di un mondo globalizzato, se ciascuno rimane rinchiuso nel proprio universo e interagisce con gli altri attraverso sistemi che funzionano secondo la logica perfetta dei mezzi messi sul mercato, strumenti creati per trarre profitto da popolazioni che si ammassano come pecore senza un pastore.
Il noto algoritmo è diventato il manager di una porzione del libero arbitrio, dove si emerge o si affonda nella rilevanza, in un mondo che continua a girare quasi per inerzia divina.
Queste parole possono sembrare divagazioni, ma spesso sono come lampi disgregati che la coscienza fatica a metabolizzare. In ogni istante, chi riesce a discernere le evaporazioni di un mondo fritto dall’esasperazione di operare nella logica del dominio, si trova costretto a lottare — anche contro le correzioni artificiali.
Quaderni muti, dimenticati,
accatastati in polvere e tempo,
nella stanza che mi conosce più di me,
dove l’occhio cade e subito fugg(e),
accecato da pensieri che mordono.
Li comprai per sfidare l’infinito,
sognando equazioni che scuotessero i secoli,
ma ho scritto appena formule infantili,
mentre la mente si faceva ostile,
e il mondo fuori gridava in lingue spente.
Lezioni svanite tra i clacson e i tramonti,
in città che raccontano ma non ascoltano,
dove chi cammina ha smarrito il passo,
e vive o rubando la luce,
o lasciandosi derubare dell’anima.
Il sole entra senza chiedere permesso, tra le persiane ancora addormentate, invita alla libertà di chi è già sveglio mentre la città si fa vuota, silenziosa.
Non più il caos degli studenti che sciamano tra le strade affollate di sogni e urgenze, ora l’asfalto è solo un deserto di polvere, e le auto, lente, non coprono il canto degli uccelli.
Basta un giro in bici, una camminata lenta, e le braccia si tingono di rosso, un'abbronzatura che sa di lavoro, come mani callose di chi ha costruito un mondo.
Il caldo bussa, il sudore scivola sulla pelle, e il mare, quel mare lontano, è la promessa di refrigerio, di un’onda che cancella i pensieri e la fatica.
Ma il mare, spesso, è per chi non ha domande, per chi non porta dentro il peso di un mondo che sembra più grande ad ogni respiro, un mare che scivola, mentre la mente si perde.
Il tramonto sembra sempre in ritardo, una promessa mai mantenuta, e nel cielo brucia la luce di un sole che nuda ogni pensiero, lo rende pesante, trasparente.
Come su una spiaggia, senza veli, i pensieri si srotolano sotto il sole, nudi e visibili, senza scampo mentre il giorno si allunga e non cede mai.
Giugno è il mese dell'arrivo dell'estate.. il mese dell'arrivo del caldo, forse anche delle vacanze, ma comunque l'inizio delle condizioni adatte per andare al mare.
Per i ragazzi è sempre la fine della scuola, cosa buona e che spesso si ricorda come una nostalgia anche in età adulta.
Nelle TV molti talk show che asfissiano ogni settimana (se non addirittura ogni giorno) chiudono i battenti e il silenzio sulla politica, sui problemi e forse persino sullo lo sport... arriva finalmente anche sugli schermi.
Le strade delle città sono deserte, a causa dei molti abitanti che vanno nelle proprie residenze estive e per la mancanza di studenti che ogni mattina si recano a scuola.
Insomma Giugno è l'inizio per intrapendere la strada del riposo e forse anche del paradiso.
A parte qualche rara canzone dei The Kolors, come per esempio quella di Sanremo2025, in cui il testo sembrava di una banalità surreale, ho sempre trovato la musica di questo gruppo italiano molto bella. Questa canzone non è da meno. Testo nostalgico e accattivante, con un motivo adatto per una hit estiva e musica gradevole.
Il singolo è stato pubblicato il 16 maggio 2025.
Descrizione Il brano, scritto dallo stesso frontman del gruppo Antonio Fiordispino, in arte Stash, con Davide Petrella, in arte Tropico, è prodotto dallo stesso gruppo con i Room9.Promozione
Il brano è stato eseguito in anteprima dallo stesso gruppo musicale il 4 maggio 2025 durante la registrazione della tappa On the road a Trani (BT) dell'evento musicale Battiti Live.
Video musicale Il video musicale, diretto dagli YouNuts!, duo composto da Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, è stato pubblicato in concomitanza all'uscita del brano attraverso il canale YouTube del gruppo ed è stato girato a Napoli durante delle cerimonie matrimoniali tra Posillipo, Vomero ed Ercolano, idea presa dal videoclip del singolo Sugar (2015) del gruppo musicale statunitense Maroon 5.
Testo
Saluti da zia Mara Mi chiede: “Come stai?” Ti ho dato tutto ma Ma tu vuoi il cuore, ahi
Lasciane almeno metà Non guardarti indietro, indietro Sei Raffaella Carrà Che mi canta: “Pedro, Pedro, Pedro, Pedro”
È colpa mia, è colpa tua Non è importante Certe cose si fanno in due, tre, qua-
Blue, Da ba dee da Per tutta la vita Nostalgia Di quello che mi facevi Tu, Da ba dee da Lasca che ti dica Che non va via Il tuo profumo dai pensieri
Pronto, come va? La voce tua mi manca Lo so che ho sbagliato ma chi è che non sbaglia Tutto bene ma Ho in testa una domanda Non mi puoi lasciare il cielo in una stanza
Blue, Da ba dee da Per tutta la vita Nostalgia Di quello che mi facevi Tu-tu-tu
Sarà perché ti amo Che confusione Un sabato italiano Fuori dal balcone, con le signore A parlare di noi come in un vecchio film Come i Pink Floyd, vorrei tu fossi qui Cuore graffiato come su un cd Tipo quando salta, salta, salta, salta
È colpa mia, è colpa tua Non è importante Certe cose si fanno in due, tre, qua-
Blue, Da ba dee da Per tutta la vita Nostalgia Di quello che mi facevi Tu, Da ba dee da Lasca che ti dica Che non va via Il tuo profumo dai pensieri
Pronto, come va? La voce tua mi manca Lo so che ho sbagliato ma chi è che non sbaglia Tutto bene ma Ho in testa una domanda Non mi puoi lasciare il cielo in una stanza
Corro da te sopra una Panda Ho una compilation d’amore per te Non mi basterà una canzone a trovar le parole Per te lo sai che farei?
Pronto, come va? La voce tua mi manca Lo so che ho sbagliato ma chi è che non sbaglia Tutto bene ma Ho in testa una domanda Non mi puoi lasciare il cielo in una stanza
Tu, Da ba dee da Per tutta la vita Nostalgia Di quello che mi facevi Tu-tu-tu
striscia dei peanuts del 21maggio2025: matchpoint panicpoint
Nel tennis, come in molti altri sport... un punto potrebbe essere la fine di un game, set o anche altro... l'importante è non farsi prendere dal panico
Michelangelo Pittatore, San Vittorio, Costigliole, Parrocchiale N.S.di Loreto
San Vittorio di Cesarea: Martire, Soldato e Testimone di Fede
Il 21 maggio la Chiesa cattolica celebra la memoria di San Vittorio di Cesarea,
un martire cristiano del III secolo la cui vita e morte incarnano il
coraggio, la fede incrollabile e l'impegno verso i principi cristiani.
Nonostante le scarse informazioni storiche su di lui, la sua figura ha
lasciato un'impronta indelebile nella tradizione cristiana.
Chi era San Vittorio?
Le informazioni su San Vittorio sono limitate e provengono principalmente dal Martirologio Geronimiano,
un antico calendario dei santi. Secondo la tradizione, Vittorio era un
soldato romano che prestava servizio nell'esercito imperiale. Durante le
persecuzioni contro i cristiani, rifiutò di abiurare la sua fede e di
compiere atti idolatrici, come il culto all'imperatore o agli dei
pagani, azioni allora imposte ai soldati. Questo gesto di coerenza e
fede lo portò al martirio a Cesarea di Cappadocia, insieme ai compagni Polieuto e Donato .
Il Martirio e la Testimonianza
Il martirio di San
Vittorio è emblematico del conflitto tra la lealtà verso l'impero romano
e la fedeltà ai principi cristiani. La sua morte non fu solo una
condanna fisica, ma anche un atto di testimonianza della forza della
fede. La sua scelta di non rinunciare ai propri principi, nonostante le
torture e la morte imminente, rappresenta un esempio di coraggio
spirituale che ha ispirato generazioni di cristiani.
La Diffusione del Culto
Nonostante la scarsità di
dettagli storici, il culto di San Vittorio si diffuse rapidamente in
diverse regioni. La sua memoria fu inclusa nel Martirologio Romano,
garantendo così che la sua figura fosse tramandata nei secoli. Il suo
nome, che in latino significa "vincitore", divenne simbolo di vittoria
sulla morte e sul male. La sua venerazione si estese in Italia, grazie
anche al fatto che il suo nome fu scelto da diversi sovrani e principi
della Casa Savoia .
Iconografia e Simbolismo
Nell'iconografia, San
Vittorio è spesso rappresentato come un soldato romano con una tunica
bianca o una lorica, reggendo una spada nell'una e una palma nell'altra
mano. La palma è simbolo del martirio e della vittoria sulla morte. La
sua figura incarna il perfetto equilibrio tra la vita militare e la
dedizione spirituale, unendo l'ideale del soldato con quello del
cristiano devoto.
Conclusione
San Vittorio di Cesarea,
pur essendo una figura storica di cui si conoscono pochi dettagli,
rappresenta un esempio luminoso di fede, coraggio e coerenza. La sua
memoria continua a ispirare i cristiani di oggi, ricordando l'importanza
di rimanere saldi nei propri principi e di testimoniare la fede con
coraggio, anche di fronte alle difficoltà. La sua celebrazione il 21
maggio non è solo un atto di devozione, ma anche un invito a vivere con
integrità e dedizione i valori cristiani.
Celebrare la Diversità Culturale: un Ponte per il Dialogo e lo Sviluppo
Ogni anno, il 21 maggio, si celebra la Giornata mondiale per la diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo,
istituita dalle Nazioni Unite (precisamente dall'Unesco nel novembre del 2021) per ricordarci quanto sia fondamentale la
ricchezza delle culture umane per costruire un mondo più inclusivo,
pacifico e sostenibile.
Viviamo in un’epoca in cui
le distanze si sono accorciate grazie alla tecnologia, ma dove le
differenze – etniche, religiose, linguistiche, culturali – possono
ancora diventare barriere. Questa giornata ci invita invece a
considerarle ponti, occasioni per il confronto, la crescita e il reciproco arricchimento.
La diversità culturale non è solo un valore: è una risorsa
Nel dialogo tra culture si
crea innovazione. Nell’incontro tra punti di vista differenti, emergono
nuove idee, soluzioni creative e nuove forme di convivenza. È così che
la diversità diventa uno strumento per lo sviluppo sostenibile, economico e umano.
Educare alla diversità per costruire società più giuste
Celebrare questa giornata non significa solo promuovere la tolleranza, ma educare all'empatia, all'ascolto, alla comprensione profonda dell'altro. Significa riconoscere che la coesione sociale nasce dal rispetto reciproco, non dall'omologazione.
In un mondo attraversato
da migrazioni, crisi climatiche, tensioni geopolitiche, investire nella
cultura del dialogo interculturale è una necessità, non un lusso. È il
primo passo per costruire comunità più resilienti e giuste, dove
ciascuno possa sentirsi riconosciuto e valorizzato.
Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo
Spesso ci sentiamo impotenti di fronte a temi così grandi, ma la verità è che la diversità si coltiva ogni giorno.
Leggere un libro che racconta una cultura diversa dalla nostra,
ascoltare musica di paesi lontani, partecipare a eventi multiculturali,
imparare una nuova lingua o semplicemente fermarsi a conoscere meglio il
vicino di casa che viene da un’altra parte del mondo: sono piccoli
gesti che fanno la differenza.
La Giornata mondiale per
la diversità culturale è un'occasione per fermarci a riflettere su tutto
questo. Ma è anche un invito ad agire, con consapevolezza, curiosità e
apertura.