Il vero compositore ha sempre una sorta di disaffezione verso le donne, come se il suo romanticismo o la sua passioanalità sia dovute esclusivamente alla ricerca del brano proposto... fortuna che viene in aiuto sempre (o quasi) la libidine.
Il vero compositore ha sempre una sorta di disaffezione verso le donne, come se il suo romanticismo o la sua passioanalità sia dovute esclusivamente alla ricerca del brano proposto... fortuna che viene in aiuto sempre (o quasi) la libidine.
Notte che si allunga, lavoro nel letto,
le ore sono lame di un sogno sospeso,
sperando che il sonno, sempre breve,
si prenda ciò che è dovuto in un battito di ciglia.
Un sogno strano, inciso nella mente,
dove valigie nascondono corpi silenziosi,
amici lontani, ormai polvere nel cuore,
la loro ingenuità, ora dubbiosa e stanca.
Il sogno eterno si frange,
gli occhi si aprono, ma il mondo non cambia,
come un ring vuoto,
dove l'ultimo lottatore ha gettato la sua armatura.
Spero solo che il sole, come un vecchio amico,
porta il suo dolce tepore,
un calore autunnale che scioglie la paura,
mentre la vita, stanca, continua a farsi sentire.
Non amo il rap né gli artisti di questo genere che sono sull’onda delle hit radiofoniche, ma questo brano è caruccio e il testo è più che mai attuale, parlando del mare d’inverno…
TESTO
Ti sei mai chiesto perché esiste il mare d'inverno
Per chi ha bisogno di guardarlo in silenzio
Non so perché, però mi capita spesso
Di passeggiare a Ostia quando c'ho tempo
E vorrei solo rallentare
Perché 'sto mondo corre troppo
Pensare troppo è come amare
Si corre un rischio troppo grosso
Le cose fuori posto
Io navigo e m'immagino un mare un po' meno mosso
Vorrei che fosse nostro, che fosse tutto a posto
Prima d'avere il corpo coperto da quest inchiostro
Vorrei dare un'occhiata al futuro, ma di nascosto
E adesso fa un freddo cane
C'è solo sabbia fredda su questo litorale
E c'è un viavai di tormenti, se grido mi senti
Sono solo stronzate
Sono solo stronzate
E forse le rifarei
Come quando ero piccolo
Tipo solo uno scricciolo
Sentivo le pareti della casa scricchiolare
Forse era solo incubo
Avresti dovuto dirmelo
Che quando cresci tutto diventa meno speciale
Mi viene da vomitare, ma vivere è un'ingiustizia
Giornate dolci amare al sapore di liquirizia
Preferisco le fogne delle tartarughe ninja
Piuttosto che mangiare le ostriche di questa villa
Fanculo questi ricchi, scoperò le loro figlie
Dal basso vado su come il fumo delle marmitte
C'è ancora la periferia, sì, nelle mie pupille
Mi trovare qui a camminare tra le conchiglie
E adesso fa un freddo cane
C'è solo sabbia fredda su questo litorale
E c'è un viavai di tormenti, se grido mi senti
Sono solo stronzate
Sono solo stronzate
E forse le rifarei
Anzi, le rifarò per guardarmi allo specchio
Sputare tutto quello che odio di me
Tornare indietro solo per chiudere il cerchio
E amare la versione peggiore di me
E potrebbe andare peggio
Invece galleggio
Vedo gli scogli di 'sto mare blu
E in questo gioco violento
Il mare d'inverno
Dalle mie vene non se ne va più
Ma adesso fa un freddo cane
C'è solo sabbia fredda su questo litorale
E c'è un viavai di tormenti, se grido mi senti
Sono solo stronzate
Sono solo stronzate
E forse le rifarei
Orizzonti velati
Si delineano gli orizzonti,
svelando graduatorie del passato,
i gesti offerti al mondo,
aiuti dispersi nell’eco del tempo,
sembrano non tornare mai indietro.
E il tempo - impalpabile e crudele -
scorre più veloce d’un respiro,
mentre io, viandante senza mappa,
girovago tra terre e stagioni,
intrappolato in regioni di me stesso.
L’astuccio sulla strada
Pedalo piano, sul respiro del mare,
tra case di sale e vento.
Un lampo di cuoio, abbandonato sull’asfalto,
mi ferma, come un ricordo che chiama.
Dentro, tra la cerniera socchiusa,
non oro né tempo, ma carte smarrite,
il frammento d’una vita che non conosco,
eppure mi somiglia.
Rivedo allora le lacrime antiche,
versate altrove,
nella terra che chiamavo salvezza -
e che fu solo illusione di scelta.
Lì trovai anch’io carte, e monete,
e un destino già scritto da mani invisibili,
da voci che muovono il mondo
mentre noi, ciechi, cerchiamo soltanto
ciò che crediamo perduto.
Ora riprendo il cammino,
l’astuccio tra le mani,
e il vento del mare
mi sussurra che anche la libertà
ha il colore incerto della sabbia.
Il timbro di voce di Levante è sempre particolare e le sue canzoni risultano quasi sempre particolari.
Questa canzone è caruccia.
'Niente da dire' è un singolo della cantautrice italiana Levante, pubblicato il 23 settembre 2025.
Il brano, scritto dalla stessa cantautrice con Jacopo Angelo Ettorre, in arte Jacopo Èt, è prodotto da Antonio Filippelli. Inizialmente distribuito solo per le piattaforme digitali, dal 26 settembre 2025 il brano è stato reso disponibile anche per la rotazione radiofonica.
TESTO
Non aspettarmi, no
Non torno a casa per cena
Mi mangio i gomiti da sola
Cerco un problema che non c'era
Forse è solo un giorno, no?
O e solo un giorno no?
O sono quelli sommati
Che si son fatti metri e ci hanno allontanati
Sei così invisibile
Qui, tra i miei pensieri
Ed è strano, ma in effetti non ho niente da dire
Ferme sulla lingua
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
E scusa, non vorrei nemmeno farti soffrire
Non so fare finta
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
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Stare lontani un po', magari darsi la schiena
Capire poi cosa si prova quando è il silenzio della sera
Forse me ne pentirò, se poi ti perderò
Che ci crediamo legati
Ma poi, alla fine, siamo solo aggrovigliati
È così difficile lasciarsi andare
Nell'invisibile di un bel finale
Ed è strano, ma in effetti non ho niente da dire
Ferme sulla lingua
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
E scusa, non vorrei nemmeno farti soffrire
Non so fare finta
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
Proviamo a fare un passo di danza
Io di qua, tu di là
Ci sembrerà di stare meno male se ci cantiamo un tenero addio
Su questa musica, su questa musica
Ed è strano, ma in effetti non ho niente da dire
Ferme sulla lingua
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
E scusa, non vorrei nemmeno farti soffrire
Non so fare finta
Le mie parole si sciolgono nel nulla
Chissà perché
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| Pulisic mentre sta calciando il rigore (sbagliato) [Getty Images] |
Quinto pareggio consecutivo. Certo, quest'ultimo è arrivato contro una squadra forte, ma l'anno scorso il criticatissimo Motta era riuscito a fare molto meglio all'inizio del campionato, soprattutto considerando che aveva una rosa decimata, con Bremer fuori e Vlahovic come unico difensore di peso.
Tudor, pur avendo il merito di aver compattato lo spogliatoio e di aver trasmesso quello spirito di juventinità che pochi allenatori riescono a dare, sembra ancora molto incerto sui cambi durante le partite. A volte sembra quasi che non riesca a leggere l'andamento delle gare.
I continui errori commessi da David, che attualmente dovrebbe essere l'attaccante principale della squadra bianconera, mettono in dubbio la qualità e il valore di questo giocatore. Le prossime partite saranno cruciali, in particolare quelle di Champions, dove ormai il cammino sembra compromesso.
Motta, a partire dal mese di novembre [se non ricordo male], venne definito "Mister X" per una serie continua di pareggi. Non credo però che sia mai arrivato a 5 pareggi consecutivi (seppur in più competizioni). Io ho sempre difeso Motta fino al giorno del suo esonero, perché lo consideravo un vero professionista, sebbene a tratti risultasse un po' presuntuoso.
Quest'anno, invece, eccoci di nuovo a criticare la squadra e l'allenatore. Ma quest'anno la rosa è nettamente superiore, quindi, stando alla logica, le responsabilità di (eventuali) ulteriori scivoloni dovrebbero essere attribuite esclusivamente all'allenatore.